Il progetto trae spunto e si pone come naturale continuazione di un precedente progetto finanziato dall’Unione Buddhista italiana al Centro Buddhista Muni Gyana a Palermo dal titolo “ Migrazioni umane, conoscere se stessi per beneficiare gli altri”.
Vogliamo quindi provare a realizzare il messaggio di Sua Santità il Dalai Lama in merito alle migrazioni.

Accogliere è fondamentale, ma come possiamo davvero beneficiare i tanti migranti che arrivano sulle nostre coste? La Dichiarazione Universale dei Diritti umani cita nel suo primo articolo la salvaguardia della dignità umana e lo spirito di fratellanza. Fornire competenze professionali per
rendere autonomi e liberi di auodeterminarsi i migranti è l’unica via per evitare che le mafie continuino i loro sistemi di sfruttamento.
“Quando i rifugiati provenienti da altri Paesi sono arrivati in Europa, è meraviglioso che la Germania e altri Paesi europei abbiano dato loro aiuto. Tuttavia, penso che la maggior parte di questi rifugiati considerino la propria terra come la loro casa dove però, proprio ora, avvengono moltissime uccisioni e sopraffazioni e c’è molta sofferenza. Ecco perché sono scappati. Pertanto, a breve termine, i Paesi europei devono fornire loro asilo e, in particolare, fornire ai bambini strutture per l’istruzione e ai giovani una formazione in competenze pratiche come la meccanica. L’obiettivo è che un giorno essi possano tornare a casa e ricostruire il proprio paese. Questa è stata la mia opinione fin dall’inizio.”
Queste parole citate da Sua Santità il Dalai Lama sono il cuore del nostro progetto.

Il Progetto mira ad un percorso di formazione professionale rivolto a 10 donne in condizione di svantaggio; In maniera particolare donne migranti di origine nigeriana sopravvissute alla tratta e la nascita di una nuova cooperativa sociale sul territorio denominata “Bee Woman”.
L’apicoltura come volano di sviluppo in una delle aree periferiche della città di Palermo.

La finalità principale del progetto è quello di poter fornire le dovute competenze professionali, che possano essere trasferibili, a un gruppo di donne migranti sul territorio palermitano e che possano, in virtù di tale formazione, poter ritornare nel paese di origine ed aprire una propria impresa.