Terra Franca

Completare il VET tra ecologia e creatività: l’esperienza di tre giovani artigiane del legno a Terra Franca

Completare il VET tra ecologia e creatività: l’esperienza di tre giovani artigiane del legno a Terra Franca 1536 2048 TERRA FRANCA

Negli ultimi mesi, Terra Franca ha aperto le porte a un’esperienza di formazione unica: tre giovani falegname provenienti dalla Spagna hanno preso parte a un periodo di Vocational Education and Training (VET), mettendo in pratica le competenze acquisite nel loro percorso professionale e confrontandosi con una falegnameria ecologica e creativa.

Arrivate con una solida preparazione tecnica, le ragazze hanno trovato a Terra Franca un luogo dove il sapere artigianale si intreccia con l’innovazione sostenibile. Invece di lavorare con materiali standardizzati, si sono misurate con le sfide del riuso, sperimentando il recupero e la trasformazione di legni dismessi. Questo le ha portate a sviluppare nuove soluzioni, adattando ogni progetto alla materia prima disponibile.

Falegnameria circolare: dal recupero alla rigenerazione

Utilizzare legno riciclato non è solo una questione tecnica, ma anche un atto politico ed ecologico. Le giovani falegname hanno imparato a riconoscere il valore di ogni pezzo di legno: valutare resistenza, trattarlo per garantire la durata, e dargli una seconda vita con sensibilità e precisione. Un lavoro che richiede attenzione, adattabilità e una buona dose di inventiva.

Progetti che fanno la differenza

Durante il loro percorso a Terra Franca, le ragazze hanno messo le mani e il cuore in due progetti chiave. Il primo è stato la costruzione di supporti in legno per il museo digitale: realizzati con materiali di recupero, hanno dato forma a un allestimento sostenibile, in cui ogni elemento racconta una storia di riuso e creatività. Parallelamente, hanno contribuito alla realizzazione di un lombricaio, un sistema di compostaggio che trasforma scarti organici in nutrimento per il giardino. Un intervento semplice, ma ricco di significato, che unisce ingegno artigianale e rispetto per l’ambiente.

Un’esperienza che lascia il segno

Il VET a Terra Franca è stato per loro molto più di una semplice formazione: è stato un percorso di crescita, condivisione e consapevolezza. Le ragazze hanno lasciato un segno concreto e positivo, portando con sé nuove competenze e una visione più sostenibile del proprio mestiere.

Grazie di cuore per l’energia, la creatività e l’impegno. Il vostro passaggio qui è stato prezioso e le vostre creazioni continueranno a raccontarlo! 💚

Nasce Terra Franca Memoria Digitale, museo a cielo aperto a Cruillas

Nasce Terra Franca Memoria Digitale, museo a cielo aperto a Cruillas 1536 2048 TERRA FRANCA

Dal 27 giugno 2025 è pienamente operativo il museo Terra Franca Memoria Digitale, realizzato dalla ong Human Rights Youth Organization nel cuore di Cruillas, a Palermo, in un terreno confiscato alla mafia divenuto un luogo attrattivo e aggregativo, Terra Franca.

All’inaugurazione – nella sede di HRYO, nel centro storico, in vicolo San Basilio 10 – è stata presentata la nuova sezione del sito www.terrafranca.it dedicata al polo museale Terra Franca Memoria Digitale: https://www.terra-franca.it/museo-digitale/

Scorrendo il sito, si incontrano le varie sezioni del museo: alla memoria, ai valori e alla lotta contro la mafia sono dedicate le biografie di , la lotta alla discriminazione di genere attraverso le voci delle donne, la cultura della biodiversità: tutto questo è parte di una mostra digitale e tattile, denominata Terra Franca-Memoria Digitale, che dal 27 giugno 2025 è a disposizione dell’offerta culturale di Palermo. In ogni sezione si trovano i QR code dedicati a 14 personalità che si sono distinte nel perseguire i valori della giustizia e legalità: donne e uomini che hanno dedicato la vita, talvolta anche perdendola, nella lotta contro le mafie.

In questo file potrete trovare alcune immagini relative alla serata dell’inaugurazione:

https://drive.google.com/file/d/1RWBtvSbyXAvJUhj3Quqbj8kkW-Bk7vgH/view?usp=drive_link

Ma in pratica come funziona il museo di HRYO? Ogni codice conduce a una scheda commemorativa, attraverso la quale si potrà conoscere la loro storia, il loro coraggio e il segno che hanno lasciato: da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, da Paolo Giaccone a Pio La Torre, da Mario Francese a Rosario Livatino.

Il motto del museo è: “Scansiona, leggi, ricorda”.

Attraverso la tecnologia, la memoria diventa quindi un atto quotidiano, accessibile e vivo.

Nella sezione sull’emancipazione femminile ci sono 10 biografie di donne che hanno lottato contro la discriminazione di genere e ogni forma di ingiustizia. Donne come Sojourner Truth, Marielle Franco, Rita Borsellino, Rosa Parks, Lina Merlin, Letizia Battaglia, che hanno sfidato regimi, mafie, razzismo, sessismo e silenzi imposti.

Sul sito è possibile pure vedere il minidocufilm “Il Sacco di Palermo”, curato dalla giornalista Antonella Folgheretti. L’audiovisivo ripercorre le tappe storiche del boom edilizio avvenuto tra gli anni Trenta e Sessanta del XX secolo, che ha stravolto la fisionomia architettonica della città di Palermo.

Il video è visibile al seguente link: https://studio.youtube.com/video/yvKKtH6rxCM/edit

Le altre tre sezioni permettono di conoscere la vita del pollaio, la biodiversità in un terreno coltivato con il metodo della permacultura come Terra Franca e, grazie a una fedele ricostruzione di un’arnia top bar, si potrà osservare da vicino l’organizzazione perfetta dell’alveare: i movimenti della regina, il lavoro instancabile delle operaie, la costruzione dei favi, la raccolta del nettare.

Memoria Digitale è un progetto finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del PNRR per il settore relativo alla transizione digitale degli organismi culturali e creativi. Uno dei focus del progetto è proprio quello sull’importanza della memoria, elemento fondamentale in un terreno confiscato alla mafia. Il progetto ha permesso di creare del materiale digitale ad hoc e accessibile a tutti, che mettesse in risalto i valori su cui si basa la nostra associazione e istituisse un percorso permanente.

A questo ambizioso obiettivo si somma il desiderio di rendere Terra Franca un luogo più inclusivo e attento alle esigenze di tutti. Infatti, la digitalizzazione dello spazio consentirà l’accesso ai contenuti culturali anche a persone con difficoltà di movimento e/o apprendimento, grazie all’utilizzo di visori VR e all’impiego di una metodologia immersiva e interattiva. Inoltre, la creazione di una sezione dedicata al progetto sul sito web di Terra Franca permetterà all’utenza di accedere ai contenuti digitali anche da remoto.

Il museo si inserirà all’interno di un circuito di organizzazioni e reti che garantiranno la sua fruizione nel tempo da parte di un pubblico non solo locale, ma anche nazionale e internazionale.

Il terreno all’interno del quale sorge il museo fa parte del Circuito dei beni confiscati. HRYO fa parte del Comitato Educativo della VI Circoscrizione, dell’Osservatorio sulla dispersione scolastica ed è in rete con le organizzazioni del territorio che non ne fanno parte.  Terra Franca è anche parte del circuito di permacultura siciliana, e ospita mensilmente gli incontri della rete.

Andrea, Gabriele, Gaspare e Laura: quattro storie dietro al Servizio Civile

Andrea, Gabriele, Gaspare e Laura: quattro storie dietro al Servizio Civile 1280 960 TERRA FRANCA

L’empatia verso il mondo naturale unisce le storie dei quattro giovani che da qualche settimana sono impegnati a Terra Franca in un progetto del Servizio Civile Ambientale. Andrea, Gabriele, Gaspare e Laura supportano con entusiasmo il significativo investimento di HRYO sull’educazione alla tutela dell’ambiente e nella promozione di comportamenti sostenibili. Le loro sono storie che parlano di creatività, riconnessione con la terra, curiosità e impegno.

Andrea ha 29 anni e, prima di diventare amministratore di condominio, ha accumulato diverse esperienze lavorative. Da sempre ha un forte legame con la natura e gli animali e ha deciso di impegnarsi nel Servizio civile ambientale a Terra Franca per avere l’opportunità di viverli da vicino.

Gabriele ha deciso di partecipare al servizio civile ambientale per acquisire nuove competenze, sviluppare un senso di responsabilità sociale, fare nuove esperienze e contribuire all’arricchimento del proprio curriculum. Ha 22 anni, la maturità classica e il Servizio Civile è per lui la prima esperienza lavorativa. Ama molto la terra e il contatto con la natura.

Per Gaspare, 22 anni, con la maturità scientifica in tasca, il servizio civile ambientale è un’opportunità per contribuire in maniera significativa alla sua crescita professionale. Il suo obiettivo a medio termine è quello di imparare a gestire un terreno sia pure con risorse esigue. La sua passione? Oltre all’agricoltura, l’allevamento di animali esotici e le scienze naturali.

Laura, 28 anni, è appassionatə di fumetti e videogiochi, viaggia per l’Italia lavorando nelle fiere più importanti del settore. Ex barista, si muove tra eventi e community geek, trasformando la sua passione in lavoro. Studia criminologia, conosce l’inglese e il tedesco, lingue che la aiutano a comunicare e interagire con persone di diverse culture. Ha scelto il servizio civile ambientale perché crede nella tutela della natura e in un futuro più sostenibile.

Alla fine del 2024 sono stati selezionati per il Servizio Civile Ambientale e hanno scelto di impegnarsi nel progetto proposto dalla Human Rights Youth Organization in collaborazione con l’Associazione Dasein.

Il progetto del Servizio Civile riguarda l’ideazione e la realizzazione di attività finalizzate alla promozione della conoscenza e della cultura della solidarietà mediante la promozione di forme di collaborazione tra gli enti del territorio. Il servizio civile è, non dimentichiamolo, un’esperienza che arricchisce non solo il singolo volontario, ma l’intera collettività. La collaborazione tra HRYO e Associazione Dasein dimostra l’importanza di unire le forze per costruire un futuro più sostenibile, garantire un ambiente sano e prospero per tutti e sviluppare opportunità per le nuove generazioni. La sede di Human Rights Youth Organization, Terra Franca, è accreditata per il Servizio Civile Universale.

Cosa è il Servizio Civile Ambientale

Il servizio civile ambientale è un programma di volontariato promosso dal governo italiano che permette ai giovani di impegnarsi per dodici mesi in progetti a favore dell’ambiente e della comunità. Gli obiettivi principali del servizio civile ambientale sono la tutela e la valorizzazione del territorio, la sensibilizzazione sulla sostenibilità ambientale e la promozione di comportamenti eco-sostenibili.

I volontari che partecipano al servizio civile ambientale possono svolgere attività di monitoraggio ambientale, educazione ambientale, recupero di aree degradate, manutenzione di parchi e giardini pubblici, promozione della raccolta differenziata e tanto altro. In questo modo, contribuiscono in maniera concreta alla salvaguardia dell’ambiente e al benessere della comunità. Si tratta di un’esperienza che, andando oltre il volontariato tradizionale, sviluppa competenze, in connessione con il territorio, spendibili nel mondo professionale.

“Affrontiamo il progetto per il Servizio Civile Universale con molto entusiasmo, perché siamo convinti dell’importanza del rapporto con le ragazze e i ragazzi, coi quali collaborare in una dimensione di memoria attiva e di buone pratiche”, dice il presidente di HRYO, Marco Farina.

Progetto Alveare entra nel vivo, intervista ad Antonietta Fazio

Progetto Alveare entra nel vivo, intervista ad Antonietta Fazio 554 714 TERRA FRANCA

Disuguaglianze crescenti, studenti in fuga o che soccombono sotto il peso degli aspetti iterpersonali e familiari correlati alla sofferenza individuale, abitudini dannose come ad esempio l’abuso dei social o il fumo e l’alcol, ma anche l’abbandono delle istituzioni, le periferie inaridite, la logica delle imprese applicata sempre più frequentemente alle scuole. 

I problemi sono tanti e mettono a rischio la nostra società. 

Ma noi sogniamo bambini e ragazzi per quello che possono diventare, non per quello che sono: la cultura è la medicina per bambini e ragazzi sempre più fragili, sempre più frazionati nelle disuguaglianze (rapporto Save the children). 

Questa convinzione ci spinge a portare avanti progetti come Alveare, che non si limita all’utilizzo di tecniche e teorie specifiche, ma si avvale di importanti fattori terapeutici, come il rapporto diretto con la natura e la meditazione. 

Alveare (2023-PE3-00054) è ormai un progetto più che avviato, al servizio della comunità di minori alla quale è dedicato come iniziativa per contrastare la dispersione scolastica, il bullismo e l’esclusione sociale tra i più piccoli. Alveare, ricordiamolo, è stato avviato a settembre 2024 grazie al sostegno del Dipartimento per le Politiche di Coesione e per il Sud, con finanziamenti dell’Unione Europea attraverso il programma Next Generation EU.

Abbiamo chiesto ad Antonietta Fazio, presidente dell’associazione San Giovanni Apostolo onlus, partner con HRYO, l’Istituto Comprensivo Giuliana Saladino e il Centro Muni Gyana del progetto, di rispondere ad alcune domande. 

  • Antonietta, Alveare proporrà percorsi educativi basati su attività culturali, ambientali e di sostegno scolastico. Quali saranno?

Alveare è un progetto che propone attività e quindi percorsi educativi che sono basati su attività di sostegno scolastico per ben 21 mesi sui 24 del progetto. Sono due le modalità. La prima è quella in orario antimeridiano, a scuola, all’Istituto Giuliana Saladino, partner del progetto, che prevede la presenza per due volte a settimana di 3 educatori dell’associazione San Giovanni Apostolo che si prendono cura e accompagnano un buon numero di minori, individuati e segnalati dalla scuola. Si tratta di ragazzi che hanno difficoltà e lacune e l’obiettivo è naturalmente quello di riuscire a farli arrivare al livello del resto della classe. La seconda è la modalità del sostegno scolastico pomeridiano, che si svolge tre volte a settimana nei locali dell’associazione San Giovanni Apostolo: il rapporto tra educatori e minori è di quasi uno a uno. Le attività sono sempre programmate e sviluppate in accordo con i docenti della scuola, al fine di non causare nei bambini un disorientamento rispetto alle modalità di apprendimento. In questi mesi, cioè da settembre, abbiamo potuto toccare con mano risultati palpabili. Le altre attività del progetto Alveare sono il percorso di meditazione e di sviluppo dell’autoconsapevolezza, che si rivolgerà prioritariamente alle famiglie, soprattutto alle mamme dei bambini e delle bambine che fanno parte del progetto, per dare la possibilità di approfondire il senso di genitorialità e mettere in comunione con altri genitori le problematiche quotidiane che si affrontano e che possono beneficiare di scambi di esperienze per trovare soluzioni. Le altre attività sono il percorso educativo a Terra Franca, svolto da HRYO, con laboratori ambientali all’interno del bene confiscato alla mafia. Si tratta di attività ben rodate, perché le due associazioni hanno uno stretto rapporto in tal senso da diversi anni. I bambini, per gruppi, svolgeranno attività che permetteranno loro di conoscere piante, fiori, alberi, api. Un altro laboratorio è denominato come il progetto, Alveare: si tratta di educazione alla salvaguardia dell’ambiente, si svolgerà in orario scolastico con le classi di seconda e terza elementare individuate dai docenti.

  • L’obiettivo di Alveare è offrire a 150 bambini tra i 5 e i 10 anni  opportunità educative che li aiutino a superare le difficoltà legate a contesti di disagio e a rischio di vulnerabilità. Alveare è partito ufficialmente a settembre, con la fase di elaborazione dei dati e l’organizzazione delle attività. Qual è l’approccio più costruttivo e come vi siete preparati ad affrontare tale sfida?

L’approccio più costruttivo è ed è stato il lavoro sinergico tra i partner di progetto, soprattutto con la scuola. In fase preparatoria, duranti gli incontri di coordinamento e di preparazione, sono stati fondamentali. Ci siamo preparati con il desiderio di affrontare questa sfida al meglio e abbiamo puntato molto sulla scelta di educatori ed educatrici con grande esperienza.

  • Le situazioni di fragilità, se non prese in tempo, possono rappresentare una linea diretta verso le tossicodipendenze, le psicopatologie, il disadattamento sociale e le forme estreme di ritiro sociale. Ci puoi fare un quadro della realtà della Sesta Circoscrizione dal tuo punto di vista?

Le situazioni di fragilità sicuramente rappresentano una linea diretta verso tutte le forme di disagio sociale che noi stiamo registrando in aumento in maniera fra l’altro esponenziale nel territorio di cui di occupiamo, ad esempio. La situazione, in questo periodo storico, in particolare nei quartieri Cruillas e Cep in cui il progetto si svolge, è quella di un gran numero di minori soggetti ad altissima povertà soprattutto educativa, dettata da delle situazioni familiari dove le capacità genitoriali sono ridotti al minimo. Questo, nella stragrande maggioranza dei casi, causata dal fatto che i genitori quasi sempre giovani, vengono fuori da un periodo storico di quindici anni circa – secondo il rilevamento del nostro servizio – di quasi totale mancanza di servizi rivolti a giovani e ad adolescenti, che ha determinato in loro una carenza di formazione genitoriale. La povertà educativa è veramente alta: c’è un totale disinteresse verso la scuola, un approccio con i social media veramente deleterio e una scala dei valori che vede al primo posto l’apparire, che sostituisce il valore dell’essere. Tutte le nostre attività cercano di ridurre queste situazioni di fragilità per migliorare la situazione e per questo motivo cerchiamo di lavorare anche sulla fascia adulta. Nel tempo, comunque, la Sesta Circoscrizione si è costruita in maniera informale quella che spesso viene definita con un termine anche abusato “comunità educante”, ma qui lo è realmente: le scuole, le famiglie, le parrocchie, gli enti sportivi, gli stessi commercianti contribuiscono a progetti come quello di Alveare. Due più due non fa quattro, ma cinque, in senso positivo.

  • Il progetto promuove il rispetto per la natura e le relazioni positive. Ci puoi spiegare il senso e l’importanza di questa azione formativa?

Le situazioni di fragilità non si riducono con facilità, ma siamo certi che tra gli strumenti più efficaci ci sono il rapporto con la natura e le relazioni positive. La natura distacca dai social media e fa instaurare relazioni “vere”, senza l’intermediazione del cellulare, ad esempio, il cui uso è pervasivo.  Quando il bambino è nella natura, quando corre, salta, si incanta per un’ape o per un lombrico, dal punto di vista sensoriale assume una grande ricchezza emozionale. Ai bambini dobbiamo offrire delle occasioni il più possibile naturali e delle relazioni autentiche. Col progetto Alveare noi diciamo a questi bambini che siamo davvero lì, per loro. Nella scuola accanto all’educazione formale deve esserci l’educazione del cuore.

  • Alveare, come tanti altri progetti del Terzo Settore, beneficia della collaborazione di una vera e propria rete di partner, stavolta locali. La collaborazione come traino della società, si può dire?

La collaborazione tra gli enti partner vuole essere traino della società.  Progetti come Alveare reggono grazie non solo alla buona volontà degli enti coinvolti, ma quando, mettendo insieme le varie competenze con lealtà e spirito di collaborazione, i fatti riescono a seguire alle parole. La collaborazione, diciamolo, è garanzia di valore. 

Pausa natalizia a Terra Franca

Pausa natalizia a Terra Franca 2560 1707 TERRA FRANCA

Da oggi scatta la pausa natalizia, torneremo pienamente operativi dal 7 gennaio.

Vi auguriamo delle feste ricche di affetti e di gioia.

Buon Natale, buon 2025  🎅🏻🎄🎁

Al Vicolo è aperto, viva Al Vicolo!

Al Vicolo è aperto, viva Al Vicolo! 1536 2040 TERRA FRANCA

Perdonateci l’autocelebrazione, ma capirete la nostra felicità nel vedersi concretizzare un progetto su cui abbiamo investito per mesi energie, idee, lavoro. “Terra Franca Al Vicolo” è finalmente aperto a tutte e a tutti voi che vorrete venire a trovarci, a collaborare, a vivere questo spazio di vicolo San Basilio 10/12 a Palermo che è pure un circolo Arci, “Arci Terra Franca“. Il 10 dicembre – in occasione della Giornata mondiale dei Diritti Umani – è stato il momento in cui ci siamo dati appuntamento per l’apertura ufficiale, con quanti credono che sia possibile che tutte le persone vivano insieme in pace, che si debba coltivare l’inclusione economica, sociale e lavorativa, che le città debbano essere improntate all’effettività dei diritti umani.

I diritti umani cominciano dalla nostra città e noi della Human Rights Youth Organization questo assunto lo decliniamo con un impegno che, partendo da Terra Franca a Cruillas – dal 2019, anno in cui ci è stato affidato questo terreno confiscato è laboratorio a cielo aperto per l’educazione ai diritti umani e per i temi ambientali, ha pure ospitato diversi scambi giovanili e training internazionali, creando uno spazio di condivisione e apprendimento per giovani di tutto il mondo -, approda nel centro della città per essere funzionale alla diffusione all’interno del tessuto più antico di Palermo delle buone pratiche adottate in questi anni. “Al Vicolo” sarà un luogo vivo e attivo tutto il giorno. In parte ufficio, in parte punto scambio di prodotti eco-solidali, “Al Vicolo” è un centro culturale che si presta a ospitare ogni tipo di evento, dai corsi di formazione alle conferenze stampa, dalle mostre agli scambi internazionali.

Il 10 dicembre è stata pure l’occasione per dircele, tutte queste cose, in un panel molto partecipato. Tra i relatori, il presidente di HRYO, Marco Farina; Lidia Tilotta, giornalista e scrittrice; il presidente di Arci Palermo Fausto Melluso; Alessia Todaro, dell’associazione regionale Apicoltori siciliani, e Matilda Famiglini, presidente di Arci Terra Franca. Infine, la festa, con l’esibizione dal vivo di giovani artisti, Martina Cirri e Sleepy Train.

Terra Franca “approda” nel centro storico

Terra Franca “approda” nel centro storico 1754 2481 TERRA FRANCA

Terra Franca “approda” nel centro storico: la sede diventerà bottega eco-solidale e luogo di workshop sui temi dell’inclusione sociale e dei diritti

Diventerà un luogo in cui si potranno organizzare attività culturali e workshop sui temi dell’inclusione sociale, dei diritti civili e della libertà la sede che l’associazione umanitaria HRYO inaugurerà il 10 dicembre a Palermo.

I componenti di questa realtà vivono dal 2009 un percorso straordinario in cui cercano di essere portatori di un cambiamento positivo, volto all’inclusione sociale e al riconoscimento dei diritti. Una mission che ispira pure il programma dell’evento del 10 dicembre, quando, in occasione della Giornata internazionale dei Diritti Umani,  l’associazione umanitaria palermitana aprirà ufficialmente i battenti de “Al Vicolo”, uno spazio di comunità in vicolo San Basilio 10/12 a Palermo.

“Al Vicolo” nasce dalla collaborazione di tutte le persone che orbitano attorno a Terra Franca, con lo scopo di mettere insieme bisogni diversi, all’interno del contesto urbano. Nel cuore di Palermo, in parte ufficio, in parte punto scambio di prodotti eco-solidali, “Al Vicolo” è un centro culturale che si presta a ospitare ogni tipo di evento, dai corsi di formazione alle conferenze stampa, dalle mostre agli scambi internazionali. Uno degli obiettivi della serata è proprio quello di far conoscere la “station” dell’associazione palermitana  attraverso la visita agli spazi, l’ascolto degli obiettivi preposti e la mission: la costruzione di un percorso in cui si lotta per il riconoscimento della libertà delle persone, per i diritti civili, per una cultura pacifista, ecologista, non consumistica e solidale.

La Human Rights Youth Organization è un’organizzazione no-profit dedicata alla promozione e tutela dei Diritti Umani, dell’educazione e dell’inclusione sociale. Gestisce progetti internazionali e iniziative locali e dal 2019 si occupa di Terra Franca, un terreno confiscato alla mafia, con lo scopo di trasformare lo spazio in una opportunità e restituirlo al quartiere, al paesaggio e alla società.

A Terra Franca, che si trova nel quartiere di Cruillas, vengono realizzati numerosi progetti, tutti focalizzati sull’educazione ai diritti umani e su temi ambientali per bambini e per adulti. Terra Franca ha pure ospitato diversi scambi giovanili e training internazionali, creando uno spazio di condivisione e apprendimento per giovani di tutto il mondo. Terra Franca è oggi un hub educativo dedicato a tematiche ambientali e alla sostenibilità, arricchito da numerosi elementi progettati con un approccio basato sulla permacultura. L’approdo dell’esperienza di Terra Franca nel centro della città è funzionale alla diffusione sul territorio delle buone pratiche adottate in questi anni. “Al Vicolo” sarà un luogo vivo e attivo tutto il giorno.

Martedì 10 dicembre dalle 19 a mezzanotte ci sarà una serata di scambio, condivisione, convivialità, musica e amicizia.
Alle 20 è previsto un panel con Marco Farina, presidente di HRYO, la giornalista RAI Lidia Tilotta, il presidente di Arci Palermo Fausto Melluso, Alessia Todaro, dell’associazione regionale Apicoltori siciliani, e Matilda Famiglini, presidente di Arci Terra Franca. Giovani artisti promettenti come Martina Cirri, Chiara Accardi e Sleepy Train  dalle 21 in poi animeranno la serata con musica dal vivo.


Ufficio stampa

Antonella Folgheretti: 3297408592  – afolgheretti@gmail.com

Bio artisti:

Martina Cirri, cantautrice e chitarrista siciliana classe ‘99, nasce e vive a Palermo, città in cui muove i primi passi presentando live le sue canzoni inedite che la portano ad aprire i concerti di diversi artisti nel capoluogo siciliano come Gnut, Rakel e Maria Antonietta.

Nel 2023 è ospite del concerto evento ‘Malafesta’ a Palermo organizzato da La Rappresentante di Lista; nel 2024 viene selezionata per suonare a Reykjavik, in Islanda, per il progetto Lujeljós.

Il 25 maggio del 2024 fu parte degli artisti che aderirono al concerto ‘A Nome Loro’, evento benefico che ricorda le vittime di mafia.

Nello stesso anno pubblica il suo singolo di debutto ‘Primavera’ e successivamente ‘NICA’, che racconta la storia di una donna vittima di un matrimonio violento. Nel novembre del 2024, Martina partecipa al tour “Giorni Felici” della Rappresentante di Lista, presentando i suoi brani per l’apertura del concerto nelle date di Firenze, Napoli, Molfetta, Milano e Padova.

Chiara Accardi, classe 2002, è una cantautrice indipendente siciliana.

Cresciuta a “pane e tamburelli”, la sua musica mantiene l’irriverenza propria del folk mischiandola con sonorità pop, vicine all’elettronica.

Con una scrittura ironica e sagace, Chiara racconta la sua generazione mostrandone i tratti più intimi e maturi.

Gli Sleepy train sono un duo palermitano acustico nato ad aprile 2016. Il genere cui si aspirano è il country folk di matrice americana ed europea, e nella fattispecie irlandese. La matrice americana invece risale al bluegrass delle string band campagnole e al cantautorato dei “menestrelli metropolitani”. La strumentazione di cui si avvalgono consta variabilmente di chitarra, banjo, armonica a bocca, mezzaluna e chitarra portoghese. A maggio del 2016 giungono alla finale di Rock10elode, e ad ottobre dello stesso anno, superano le prime selezioni del concorso nazionale con sede a Firenze di Rock contest di Controradio. Nell’aprile 2017 arrivano finalisti all’Opp festival, organizzato da Indigo. Nell’Estate del 2017 girano la Francia e suonano in diversi locali tra Bordeaux e Cadouin. Nel 2018 iniziano la registrazione del loro primo disco inedito presso lo studio whiskeytown diretto da Manuel Bellone. Il disco dal titolo “‘Mr.Black Hole” esce il 18 gennaio 2019, è presentato al Garibaldi Books & Records. Qualche giorno dopo vengono pubblicati su Spotify due singoli estratti dall’album. A ottobre del 2021 suonano sul palco del Festival Europeo dei Giovani (EYE 2021) a Strasburgo. Nel 2024 entrano in studio di registrazione per iniziare il lavoro del nuovo disco.

Gli Sleepy Train si sono esibiti in giro per la Sicilia e in alcune manifestazioni artistiche collettive come Sicilia Jazz festival (Valle dei Templi – AG, 2019) e Music for Peace (2022). Hanno inoltre partecipato a varie trasmissioni radiofoniche locali e nazionali e preso parte a manifestazioni artistiche collettive.

Nel museo virtuale Terra Franca Memoria Digitale ci sarà anche il nostro pollaio!

Nel museo virtuale Terra Franca Memoria Digitale ci sarà anche il nostro pollaio! 1536 2048 TERRA FRANCA

Una struttura importante, anche se complementare, per la vita contadina è il pollaio. In passato era più facile imbattersi pure in città, in certi vicoli. Oggi, invece, la maggior parte dei bambini cresce senza conoscere la vita rurale, e men che meno il pollaio.

I grandi allevamenti industriali di polli per ricavare carne e uova e, in genere, di animali di “basso cortile”, ci hanno fatto quasi dimenticare il pollaio. Oggi, a differenza di un tempo, i contadini allevano il pollame ruspante ad uso e consumo esclusivo della famiglia.

Per noi della HRYO il pollaio è una parte importante di Terra Franca. L’esistenza del pollaio è facilmente intuibile, quando, girando per la nostra campagna, si vedono pennuti ruspanti. A maggior ragione quando sentiamo l’odore inconfondibile delle galline.

A Terra Franca il pollaio è arioso, rispettoso dei pennuti che ospita.

Per creare un’esperienza immersiva nella vita rurale, abbiamo quindi deciso di mettere il pollaio in realtà virtuale all’interno di quello che sarà il museo Terra Franca Memoria Digitale. 

Lo scopo è quello di far scoprire il mondo quotidiano del pollaio attraverso un’esperienza in realtà virtuale che permetta di osservare da vicino il comportamento e le abitudini delle galline in un ambiente naturale e rispettoso.

Ci si potrà così muoversi liberamente all’interno di un pollaio virtuale, interagendo con l’ambiente e imparare:

🐔 Come vivono le galline in libertà
🥚 Come si sviluppa la deposizione delle uova
🌿 Quali sono i ritmi e le relazioni che regolano la vita del gruppo

Un’esperienza realistica e formativa, pensata per avvicinare adulti e bambini al mondo dell’allevamento etico, alla sostenibilità alimentare e alla comprensione del rapporto tra esseri umani e animali da cortile.

Un viaggio educativo tra tecnologia e natura, per riscoprire il valore della vita semplice e autentica, che troverete presto a disposizione e al quale stiamo lavorando proprio in questi giorni.

Dona il tuo 5xmille a HRYO!

Dona il tuo 5xmille a HRYO! 1080 1080 TERRA FRANCA


Dona il tuo 5xmille a HRYO!

Anche quest’anno sostieni i nostri progetti destinando a HRYO il tuo 5×1000!🐝🐣🌱🌳

Inserendo il codice fiscale 97234960827 nella tua dichiarazione dei redditi potrai contribuire in modo del tutto gratuito alla realizzazione dei nostri progetti, attuali e futuri.

Sai perché ti chiediamo di farlo?
Perché si può cambiare il futuro, ma bisogna agire.
Scegli di destinare il 5×1000 a HRYO:

supporterai il nostro lavoro nel terreno confiscato di Terra Franca, aiutandoci a far crescere la nostra rete solidale nel quartiere di Cruillas…

…a promuovere le politiche ambientali e di inclusione…

…e contribuirai pure alla realizzazione del progetto BEE Woman, accompagnando un gruppo di donne straniere e italiane in difficoltà durante un percorso di rinascita ed emancipazione.

📌E non dimenticare: donare il 5×1000 non ha alcun costo. Inoltre, non inserendo un destinatario, la stessa cifra sarà interamente devoluta allo Stato sotto forma di tasse.

Scegli di agire insieme a noi e di educare insieme ai diritti umani.

Nella tua dichiarazione dei redditi cerca il modulo per il 5xmille e inserisci il codice fiscale di Human Rights Youth Organization: 97234960827
Un gesto semplice, che non ti costa nulla, ma che fa la differenza.
Si può cambiare il futuro, ma bisogna agire.🙂🌏

 

 

ECOmmunity, per una nuova ecologia della mente

ECOmmunity, per una nuova ecologia della mente 1080 688 TERRA FRANCA

Si è concluso con un eccezionale regalo a Terra Franca, un orto sinergico, il progetto ECOmmunity,  ideato da HRYO e  finanziato dalla European Youth Foundation del CoE (Council of Europe).

ECOmmunity intendeva contribuire alla creazione di una società più ecologica, sensibilizzando su tematiche legate alla sostenibilità, all’economia circolare e all’autoproduzione per offrire competenze pratiche e nozioni utili ai partecipanti. Gli obiettivi di  ECOmmunity sono chiari e semplici: creare una comunità più autosufficiente, un passo alla volta; riflettere sul proprio contesto in termini di climate change; recuperare il contatto con la natura, l’interazione sociale e il lavoro collaborativo. Con i laboratori che sono stati attivati – dalla realizzazione di prodotti cosmetici naturali al compostaggio, dalla lavorazione del legno all’orto sinergico – HRYO si è posta l’obiettivo, riuscito, di fare dei partecipanti gli attori del proprio cambiamento e di quello della propria comunità, ma anche di diventare strumenti adeguati essi stessi per agire come moltiplicatori di buone pratiche. ECOmmunity rientra in un percorso intrapreso da HRYO nell’ambito della costruzione di una società più ecologica e autosufficiente, oltre che in quello della lotta contro il fenomeno mafioso. Il progetto, infatti, si è svolto a Terra Franca, un terreno confiscato alla mafia e affidato all’organizzazione palermitana nel 2019.