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Terra Franca 2025: giovani, ambiente e comunità per una Palermo che cambia

Terra Franca 2025: giovani, ambiente e comunità per una Palermo che cambia 730 545 TERRA FRANCA

Nel cuore pulsante del quartiere Cruillas, a Palermo, sorge Terra Franca: un esempio virtuoso di rigenerazione sociale e ambientale. Questo spazio, un tempo confiscato alla mafia e oggi restituito alla collettività, si è nel tempo trasformato in un laboratorio di inclusione, legalità e valorizzazione dei beni comuni. Grazie all’impegno della Human Rights Youth Organization APS, il terreno – assegnato nel 2019 ad HRYO in uso gratuito dal Comune di Palermo – è oggi un centro polifunzionale dedicato a finalità sociali, educative e ambientali.

Dopo aver recuperato l’area secondo i principi della permacultura, l’associazione ha avviato un percorso di progettazione e trasformazione dello spazio. L’area, precedentemente abbandonata e segnata da degrado ambientale e abusi edilizi, è stata gradualmente rigenerata con l’obiettivo di restituirla alla comunità come luogo di memoria, bellezza e creatività. Oggi ospita un piccolo agrumeto storico, un laghetto didattico, una serra della biodiversità, un pollaio, un apiario olistico e spazi per la formazione e la sperimentazione, tra cui un forno per la ceramica. Questi elementi si integrano in un progetto complessivo che mira a fondere dimensioni educative, culturali e ambientali, trasformando l’area in un vero e proprio hub di rivendicazione climatica e innovazione sociale.

A questo punto, è importante sottolineare come Terra Franca si distingua anche per la capacità di tradurre gli obiettivi dei programmi europei in pratiche concrete sul territorio. Attraverso la progettazione europea, l’associazione attiva percorsi formativi, iniziative di sensibilizzazione ambientale e processi di partecipazione comunitaria, garantendo continuità di utilizzo del bene e produzione di impatto sociale misurabile. L’integrazione tra progettazione e gestione del bene confiscato rafforza la sostenibilità a medio-lungo termine dello spazio, valorizzandolo come laboratorio permanente di educazione, inclusione e cittadinanza attiva.

Il coinvolgimento della comunità rappresenta un altro pilastro fondamentale del progetto. Tra luglio e dicembre 2025, oltre 200 persone – bambini, adolescenti, giovani, volontari ed educatori – hanno animato Terra Franca, partecipando a laboratori, percorsi educativi e scambi europei. Qui, la creatività e la responsabilità si intrecciano, dando vita a nuove competenze relazionali, ambientali e di cittadinanza attiva.

Questa attenzione alla crescita personale e collettiva si riflette anche nella convinzione che cultura e ambiente siano beni comuni. HRYO promuove i diritti umani e civili, dialogando costantemente con istituzioni, scuole e partner europei. Tra i risultati più significativi dell’ultimo semestre, spiccano i percorsi dedicati alla sostenibilità ambientale e alla cittadinanza attiva, che hanno coinvolto circa 40 adolescenti in attività outdoor e laboratori esperienziali.

Per arricchire ulteriormente l’offerta culturale e formativa del territorio, tra le iniziative più recenti spicca la collaborazione con l’APS Booq per la creazione di una biblioteca della natura mobile di quartiere: uno spazio dedicato alla lettura, alla creatività e alla crescita collettiva.

Il radicamento territoriale si accompagna a una visione ampia e inclusiva, come dimostra la partecipazione al progetto Coopera, co-finanziato con fondi regionali, che mira a restituire ai cittadini palermitani quartieri più puliti e decorosi, promuovendo il rispetto dell’ambiente e il senso civico tra le nuove generazioni.

Un ulteriore riconoscimento del valore di Terra Franca è l’accreditamento per il Servizio Civile Universale. La sede si prepara così a diventare un vero hub di rivendicazione climatica, con il lancio di un museo digitale a cielo aperto, luogo di memoria condivisa. I volontari saranno protagonisti nell’organizzazione e nella manutenzione dello spazio, contribuendo a creare un ambiente accogliente e formativo per ragazze e ragazzi.

L’apertura internazionale dello spazio si manifesta chiaramente nelle attività svolte tra luglio e dicembre 2025, quando giovani e volontari provenienti da tutta Europa hanno contribuito non solo alla manutenzione, ma anche alla rigenerazione dei terreni, grazie a tecniche di agricoltura sostenibile e gestione del compost. La manutenzione dei sistemi di raccolta dell’acqua piovana ha reso lo spazio più resiliente, mentre la cura costante del verde e delle strutture ha garantito sicurezza e accoglienza per laboratori, attività educative e visite scolastiche.

Ogni giornata a Terra Franca diventa così occasione di apprendimento pratico e scambio di competenze, rafforzando il senso di appartenenza e responsabilità verso la comunità. Un momento significativo è stato il passaggio di testimone tra volontari uscenti e nuovi partecipanti del Servizio Civile Universale, a garanzia di continuità educativa e stabilità gestionale.

La vocazione internazionale dello spazio trova ulteriore conferma negli scambi giovanili: nel novembre 2025, lo Youth Exchange “Seeds in Motion” ha coinvolto 18 giovani europei in un percorso di apprendimento non formale su sostenibilità e partecipazione giovanile. Nell’ottobre 2025, la giornata formativa dello scambio “Folklore Futures” ha accolto 24 giovani, consolidando Terra Franca come luogo di dialogo interculturale e scambio di buone pratiche.

A completamento del quadro, nel trimestre ottobre-dicembre 2025, Terra Franca ha ospitato un percorso di messa alla prova, offrendo a una persona l’opportunità di partecipare attivamente alle attività di cura e manutenzione. Questo progetto rappresenta un esempio concreto di responsabilizzazione e inclusione sociale, valorizzando esperienze personali diverse e promuovendo la giustizia riparativa.

Infine, tra le iniziative di rilievo, il progetto biennale Alveare – sostenuto dal Dipartimento per le Politiche di Coesione e per il Sud e finanziato dall’Unione Europea – ha coinvolto 150 minori in attività di educazione ambientale, culturale e sostegno scolastico, contrastando dispersione scolastica, bullismo ed esclusione sociale. L’approccio pedagogico, basato su gioco, natura e relazione, ha favorito l’inclusione e la crescita dei cittadini di domani.

Progetti come I Love Sicily e Impresa BEE, invece, hanno offerto opportunità concrete di crescita personale e comunitaria a giovani donne e ragazzi provenienti da contesti vulnerabili, attraverso percorsi di formazione, creatività e partecipazione attiva.

A coronamento di questo percorso, il progetto “Terra Franca – Memoria Digitale”, realizzato in collaborazione con Invitalia e finanziato dal PNRR – Next Generation EU, ha portato all’inaugurazione di un museo digitale a cielo aperto. Grazie a contenuti multimediali e strumenti di realtà virtuale, il museo offre un’esperienza immersiva e accessibile anche da remoto, valorizzando temi come la restituzione dei beni confiscati, la lotta alla mafia, la tutela della biodiversità e l’inclusione. Questo investimento culturale e sociale di lungo periodo rafforza il ruolo di Terra Franca come spazio vivo di educazione, memoria e impegno collettivo.

In sintesi, Terra Franca si conferma uno spazio aperto alla comunità, luogo di memoria attiva, educazione ambientale e sperimentazione sociale, dove l’impegno di HRYO genera un impatto duraturo su persone e territorio.

Terra Franca Memoria Digitale, un percorso di legalità nel nome di chi ha lottato contro la mafia

Terra Franca Memoria Digitale, un percorso di legalità nel nome di chi ha lottato contro la mafia 800 533 TERRA FRANCA

All’interno del nostro agrumeto qualche tempo fa abbiamo piantumato alcuni alberelli dedicandoli idealmente a persone che hanno speso e sacrificato la propria vita per lottare contro la mafia e perseguendo i valori della giustizia e della legalità.

Quando abbiamo pensato di realizzare un museo digitale è stato quindi naturale immaginarvi all’interno una sezione dedicata alle memorie vive di questi uomini e di queste donne. Per ovvie ragioni è stato necessario sceglierne un numero limitato: ad oggi, in Italia sono morte per mano mafiosa 1.062 persone.  Libera,  l’associazione contro le mafie fondata da don Luigi Ciotti, ha raccolto i loro nomi in un lungo elenco per preservarne la memoria. Un lavoro che, a partire dal 2018, scava fino agli ultimi anni dell’Ottocento. Noi ne abbiamo scelti 14, per le esperienze significative che rappresentano. 

Per far conoscere le loro storie abbiamo posizionato a Terra Franca 14 pannelli interattivi, ciascuno dedicato a una vittima della mafia. Basta trovare e inquadrare i 14 QR code per approfondire le loro storie e aiutarci a tramandare il loro valore di donne e uomini che hanno dedicato la vita, talvolta anche perdendola, nella lotta contro le mafie.
Ogni codice condurrà a una scheda commemorativa, che spiega la storia e il segno che ciascuno di loro ha lasciato.

Scansiona, leggi, ricorda. Attraverso la tecnologia, rendiamo la memoria un atto quotidiano, accessibile e vivo.

Le quattordici personalità che abbiamo scelto sono: Libero Grassi, Giuseppe Di Matteo, Placido Rizzotto, Mario Francese, Giuseppe Fava, Rosario Livatino, Rocco Dicillo, Rocco Chinnici, Felicia Impastato, Peppino Impastato, Pio La Torre, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Paolo Giaccone.

Completare il VET tra ecologia e creatività: l’esperienza di tre giovani artigiane del legno a Terra Franca

Completare il VET tra ecologia e creatività: l’esperienza di tre giovani artigiane del legno a Terra Franca 1536 2048 TERRA FRANCA

Negli ultimi mesi, Terra Franca ha aperto le porte a un’esperienza di formazione unica: tre giovani falegname provenienti dalla Spagna hanno preso parte a un periodo di Vocational Education and Training (VET), mettendo in pratica le competenze acquisite nel loro percorso professionale e confrontandosi con una falegnameria ecologica e creativa.

Arrivate con una solida preparazione tecnica, le ragazze hanno trovato a Terra Franca un luogo dove il sapere artigianale si intreccia con l’innovazione sostenibile. Invece di lavorare con materiali standardizzati, si sono misurate con le sfide del riuso, sperimentando il recupero e la trasformazione di legni dismessi. Questo le ha portate a sviluppare nuove soluzioni, adattando ogni progetto alla materia prima disponibile.

Falegnameria circolare: dal recupero alla rigenerazione

Utilizzare legno riciclato non è solo una questione tecnica, ma anche un atto politico ed ecologico. Le giovani falegname hanno imparato a riconoscere il valore di ogni pezzo di legno: valutare resistenza, trattarlo per garantire la durata, e dargli una seconda vita con sensibilità e precisione. Un lavoro che richiede attenzione, adattabilità e una buona dose di inventiva.

Progetti che fanno la differenza

Durante il loro percorso a Terra Franca, le ragazze hanno messo le mani e il cuore in due progetti chiave. Il primo è stato la costruzione di supporti in legno per il museo digitale: realizzati con materiali di recupero, hanno dato forma a un allestimento sostenibile, in cui ogni elemento racconta una storia di riuso e creatività. Parallelamente, hanno contribuito alla realizzazione di un lombricaio, un sistema di compostaggio che trasforma scarti organici in nutrimento per il giardino. Un intervento semplice, ma ricco di significato, che unisce ingegno artigianale e rispetto per l’ambiente.

Un’esperienza che lascia il segno

Il VET a Terra Franca è stato per loro molto più di una semplice formazione: è stato un percorso di crescita, condivisione e consapevolezza. Le ragazze hanno lasciato un segno concreto e positivo, portando con sé nuove competenze e una visione più sostenibile del proprio mestiere.

Grazie di cuore per l’energia, la creatività e l’impegno. Il vostro passaggio qui è stato prezioso e le vostre creazioni continueranno a raccontarlo! 💚

Nasce Terra Franca Memoria Digitale, museo a cielo aperto a Cruillas

Nasce Terra Franca Memoria Digitale, museo a cielo aperto a Cruillas 1536 2048 TERRA FRANCA

Dal 27 giugno 2025 è pienamente operativo il museo Terra Franca Memoria Digitale, realizzato dalla ong Human Rights Youth Organization nel cuore di Cruillas, a Palermo, in un terreno confiscato alla mafia divenuto un luogo attrattivo e aggregativo, Terra Franca.

All’inaugurazione – nella sede di HRYO, nel centro storico, in vicolo San Basilio 10 – è stata presentata la nuova sezione del sito www.terrafranca.it dedicata al polo museale Terra Franca Memoria Digitale: https://www.terra-franca.it/museo-digitale/

Scorrendo il sito, si incontrano le varie sezioni del museo: alla memoria, ai valori e alla lotta contro la mafia sono dedicate le biografie di , la lotta alla discriminazione di genere attraverso le voci delle donne, la cultura della biodiversità: tutto questo è parte di una mostra digitale e tattile, denominata Terra Franca-Memoria Digitale, che dal 27 giugno 2025 è a disposizione dell’offerta culturale di Palermo. In ogni sezione si trovano i QR code dedicati a 14 personalità che si sono distinte nel perseguire i valori della giustizia e legalità: donne e uomini che hanno dedicato la vita, talvolta anche perdendola, nella lotta contro le mafie.

In questo file potrete trovare alcune immagini relative alla serata dell’inaugurazione:

https://drive.google.com/file/d/1RWBtvSbyXAvJUhj3Quqbj8kkW-Bk7vgH/view?usp=drive_link

Ma in pratica come funziona il museo di HRYO? Ogni codice conduce a una scheda commemorativa, attraverso la quale si potrà conoscere la loro storia, il loro coraggio e il segno che hanno lasciato: da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, da Paolo Giaccone a Pio La Torre, da Mario Francese a Rosario Livatino.

Il motto del museo è: “Scansiona, leggi, ricorda”.

Attraverso la tecnologia, la memoria diventa quindi un atto quotidiano, accessibile e vivo.

Nella sezione sull’emancipazione femminile ci sono 10 biografie di donne che hanno lottato contro la discriminazione di genere e ogni forma di ingiustizia. Donne come Sojourner Truth, Marielle Franco, Rita Borsellino, Rosa Parks, Lina Merlin, Letizia Battaglia, che hanno sfidato regimi, mafie, razzismo, sessismo e silenzi imposti.

Sul sito è possibile pure vedere il minidocufilm “Il Sacco di Palermo”, curato dalla giornalista Antonella Folgheretti. L’audiovisivo ripercorre le tappe storiche del boom edilizio avvenuto tra gli anni Trenta e Sessanta del XX secolo, che ha stravolto la fisionomia architettonica della città di Palermo.

Il video è visibile al seguente link: https://studio.youtube.com/video/yvKKtH6rxCM/edit

Le altre tre sezioni permettono di conoscere la vita del pollaio, la biodiversità in un terreno coltivato con il metodo della permacultura come Terra Franca e, grazie a una fedele ricostruzione di un’arnia top bar, si potrà osservare da vicino l’organizzazione perfetta dell’alveare: i movimenti della regina, il lavoro instancabile delle operaie, la costruzione dei favi, la raccolta del nettare.

Memoria Digitale è un progetto finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del PNRR per il settore relativo alla transizione digitale degli organismi culturali e creativi. Uno dei focus del progetto è proprio quello sull’importanza della memoria, elemento fondamentale in un terreno confiscato alla mafia. Il progetto ha permesso di creare del materiale digitale ad hoc e accessibile a tutti, che mettesse in risalto i valori su cui si basa la nostra associazione e istituisse un percorso permanente.

A questo ambizioso obiettivo si somma il desiderio di rendere Terra Franca un luogo più inclusivo e attento alle esigenze di tutti. Infatti, la digitalizzazione dello spazio consentirà l’accesso ai contenuti culturali anche a persone con difficoltà di movimento e/o apprendimento, grazie all’utilizzo di visori VR e all’impiego di una metodologia immersiva e interattiva. Inoltre, la creazione di una sezione dedicata al progetto sul sito web di Terra Franca permetterà all’utenza di accedere ai contenuti digitali anche da remoto.

Il museo si inserirà all’interno di un circuito di organizzazioni e reti che garantiranno la sua fruizione nel tempo da parte di un pubblico non solo locale, ma anche nazionale e internazionale.

Il terreno all’interno del quale sorge il museo fa parte del Circuito dei beni confiscati. HRYO fa parte del Comitato Educativo della VI Circoscrizione, dell’Osservatorio sulla dispersione scolastica ed è in rete con le organizzazioni del territorio che non ne fanno parte.  Terra Franca è anche parte del circuito di permacultura siciliana, e ospita mensilmente gli incontri della rete.

A Terra Franca coi “I cinque sensi di Gaia” si riscopre la natura

A Terra Franca coi “I cinque sensi di Gaia” si riscopre la natura 1600 1200 TERRA FRANCA

L’attività educativa “I cinque sensi di Gaia” si è svolta il 12 e 13 maggio a Terra Franca e ha coinvolto i bambini della scuola primaria in un’esperienza molto coinvolgente e divertente sull’educazione ambientale.

L’esperienza immersiva fa parte del progetto Alveare ed è incentrata sulla riscoperta della natura attraverso i sensi.

L’iniziativa ha preso avvio con la lettura animata del racconto “Gaia, l’Ape che Voleva Salvare il Mondo”, che ha introdotto i partecipanti alla missione di Gaia: risvegliare i sensi per ascoltare e proteggere il mondo naturale.

I bambini sono stati poi guidati attraverso un percorso articolato in cinque stazioni sensoriali, ognuna dedicata a un senso:

Olfatto: tra le erbe aromatiche dell’orto a spirale, per riconoscere profumi a occhi chiusi.
Gusto: con l’assaggio del miele e una riflessione sul lavoro prezioso delle api.
Udito: ascoltando suoni naturali e il ronzio vivo dell’alveare.
Vista: alla scoperta di dettagli nascosti nei colori e nelle forme della natura.
Tatto: con un percorso a piedi nudi e una “scatola misteriosa” ricca di elementi naturali.

Al termine del percorso, ogni partecipante ha ricevuto il Certificato di Guardiano della Natura, impegnandosi simbolicamente a rispettare, ascoltare e proteggere l’ambiente dopo aver vissuto un’esperienza indimenticabile all’insegna del gioco e della consapevolezza ambientale.

Un orto condiviso e lezioni di educazione ambientale: parte il progetto Green Ability

Un orto condiviso e lezioni di educazione ambientale: parte il progetto Green Ability 1080 801 TERRA FRANCA

Terra Franca sbarca un progetto che coinvolge bambini e ragazzi con disabilità fisiche e psichiche in attività di educazione ambietali. Lo scopo del progetto, denominato Green Ability, è quello di creare un orto comunitario accessibile a tutti. Green Ability è sviluppato nell’ambito della Federsid – Federazione Sociale Italiana per le disabilità – in collaborazione con l’associazione Uniamoci Onlus.

Con Green Ability all’interno di Terra Franca sarà sviluppata una sezione specifica indirizzata a bimbi e adolescenti dai 3 ai 17 anni, con e senza disabilità. Si parte con le lezioni-workshop, per introdurre concetti chiave dell’educazione ambientale, spiegare la piantumazione di specie arboree e ortaggi, scegliere le piante da coltivare. L’attività sarà condivisa con i ragazzi residenti nel quartiere di Cruillas. Il passo successivo sarà l’organizzazione e l’implementazione di seminari di costruzione: l’approccio e quello maieutico, l’obiettivo è quello di realizzare panchine, tavoli, semenzai, casette per uccelli e installare un serbatoio per l’acqua piovana. Le attività legate all’orto sono tantissime e piano piano l’orto si amplierà e fiorirà. Contemporaneamente, il progetto Green Ability prevede un laboratorio di ceramica e diversi incontri con le scuole. L’evento clou, a settembre, sarà l’inaugurazione dell’orto condiviso.

Human Rights Youth Organization ritiene che il progetto Green Ability possa svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo delle competenze sociali e pratiche dei bambini e dei ragazzi coinvolti. La creazione di un orto non solo promuove l’educazione ambientale, ma offre anche un’opportunità per costruire relazioni tra i partecipanti.

In un contesto inclusivo, i bambini e i giovani possono lavorare insieme, imparando contemporaneamente a coltivare piante e vegetali. Questo lavoro di squadra stimola la comunicazione e l’interazione sociale, aiutando a superare barriere. Le attività come la semina, la cura delle piante e il raccolto, incoraggiano l’autonomia e la responsabilità.

Inoltre, l’orto condiviso può diventare per il quartiere un luogo di apprendimento dove si possono insegnare nozioni di botanica, sostenibilità e alimentazione sana. Ogni partecipante, indipendentemente dalle proprie abilità, ha un ruolo importante, contribuendo alla cura del giardino e raccogliendo i frutti del proprio impegno.

Anche le attività sensoriali, come toccare la terra o annusare le piante,  saranno adattate alle diverse esigenze, offrendo esperienze personalizzate. Infine, il risultato finale dell’orto condiviso non è solo un raccolto di frutta e verdura, ma anche una comunità coesa e un forte senso di appartenenza, promuovendo un messaggio di inclusione e rispetto reciproco.

La Federsid

La Federsid, Federazione Sociale Italiana per le disabilità, fondata nell’Aprile 2013 a Palermo è una federazione formata da diversi organismi operanti nel settore della disabilità.

Dal 2013 la federazione opera in diversi ambiti, da quello progettuale e programmatico a quello di advocacy presso le istituzioni pubbliche.

Gli enti direttivi dell’organizzazione sono l’associazione Uniamoci Onlus, L’associazione HRYO Human Rights Youth Organization e l’associazione Porte Aperte.

La Federazione ha promosso negli anni la nascita di un network nazionale ed europeo a cui partecipano fra le maggiori organizzazioni operanti nel settore della disabilità.

Andrea, Gabriele, Gaspare e Laura: quattro storie dietro al Servizio Civile

Andrea, Gabriele, Gaspare e Laura: quattro storie dietro al Servizio Civile 1280 960 TERRA FRANCA

L’empatia verso il mondo naturale unisce le storie dei quattro giovani che da qualche settimana sono impegnati a Terra Franca in un progetto del Servizio Civile Ambientale. Andrea, Gabriele, Gaspare e Laura supportano con entusiasmo il significativo investimento di HRYO sull’educazione alla tutela dell’ambiente e nella promozione di comportamenti sostenibili. Le loro sono storie che parlano di creatività, riconnessione con la terra, curiosità e impegno.

Andrea ha 29 anni e, prima di diventare amministratore di condominio, ha accumulato diverse esperienze lavorative. Da sempre ha un forte legame con la natura e gli animali e ha deciso di impegnarsi nel Servizio civile ambientale a Terra Franca per avere l’opportunità di viverli da vicino.

Gabriele ha deciso di partecipare al servizio civile ambientale per acquisire nuove competenze, sviluppare un senso di responsabilità sociale, fare nuove esperienze e contribuire all’arricchimento del proprio curriculum. Ha 22 anni, la maturità classica e il Servizio Civile è per lui la prima esperienza lavorativa. Ama molto la terra e il contatto con la natura.

Per Gaspare, 22 anni, con la maturità scientifica in tasca, il servizio civile ambientale è un’opportunità per contribuire in maniera significativa alla sua crescita professionale. Il suo obiettivo a medio termine è quello di imparare a gestire un terreno sia pure con risorse esigue. La sua passione? Oltre all’agricoltura, l’allevamento di animali esotici e le scienze naturali.

Laura, 28 anni, è appassionatə di fumetti e videogiochi, viaggia per l’Italia lavorando nelle fiere più importanti del settore. Ex barista, si muove tra eventi e community geek, trasformando la sua passione in lavoro. Studia criminologia, conosce l’inglese e il tedesco, lingue che la aiutano a comunicare e interagire con persone di diverse culture. Ha scelto il servizio civile ambientale perché crede nella tutela della natura e in un futuro più sostenibile.

Alla fine del 2024 sono stati selezionati per il Servizio Civile Ambientale e hanno scelto di impegnarsi nel progetto proposto dalla Human Rights Youth Organization in collaborazione con l’Associazione Dasein.

Il progetto del Servizio Civile riguarda l’ideazione e la realizzazione di attività finalizzate alla promozione della conoscenza e della cultura della solidarietà mediante la promozione di forme di collaborazione tra gli enti del territorio. Il servizio civile è, non dimentichiamolo, un’esperienza che arricchisce non solo il singolo volontario, ma l’intera collettività. La collaborazione tra HRYO e Associazione Dasein dimostra l’importanza di unire le forze per costruire un futuro più sostenibile, garantire un ambiente sano e prospero per tutti e sviluppare opportunità per le nuove generazioni. La sede di Human Rights Youth Organization, Terra Franca, è accreditata per il Servizio Civile Universale.

Cosa è il Servizio Civile Ambientale

Il servizio civile ambientale è un programma di volontariato promosso dal governo italiano che permette ai giovani di impegnarsi per dodici mesi in progetti a favore dell’ambiente e della comunità. Gli obiettivi principali del servizio civile ambientale sono la tutela e la valorizzazione del territorio, la sensibilizzazione sulla sostenibilità ambientale e la promozione di comportamenti eco-sostenibili.

I volontari che partecipano al servizio civile ambientale possono svolgere attività di monitoraggio ambientale, educazione ambientale, recupero di aree degradate, manutenzione di parchi e giardini pubblici, promozione della raccolta differenziata e tanto altro. In questo modo, contribuiscono in maniera concreta alla salvaguardia dell’ambiente e al benessere della comunità. Si tratta di un’esperienza che, andando oltre il volontariato tradizionale, sviluppa competenze, in connessione con il territorio, spendibili nel mondo professionale.

“Affrontiamo il progetto per il Servizio Civile Universale con molto entusiasmo, perché siamo convinti dell’importanza del rapporto con le ragazze e i ragazzi, coi quali collaborare in una dimensione di memoria attiva e di buone pratiche”, dice il presidente di HRYO, Marco Farina.

Progetto Alveare entra nel vivo, intervista ad Antonietta Fazio

Progetto Alveare entra nel vivo, intervista ad Antonietta Fazio 554 714 TERRA FRANCA

Disuguaglianze crescenti, studenti in fuga o che soccombono sotto il peso degli aspetti iterpersonali e familiari correlati alla sofferenza individuale, abitudini dannose come ad esempio l’abuso dei social o il fumo e l’alcol, ma anche l’abbandono delle istituzioni, le periferie inaridite, la logica delle imprese applicata sempre più frequentemente alle scuole. 

I problemi sono tanti e mettono a rischio la nostra società. 

Ma noi sogniamo bambini e ragazzi per quello che possono diventare, non per quello che sono: la cultura è la medicina per bambini e ragazzi sempre più fragili, sempre più frazionati nelle disuguaglianze (rapporto Save the children). 

Questa convinzione ci spinge a portare avanti progetti come Alveare, che non si limita all’utilizzo di tecniche e teorie specifiche, ma si avvale di importanti fattori terapeutici, come il rapporto diretto con la natura e la meditazione. 

Alveare (2023-PE3-00054) è ormai un progetto più che avviato, al servizio della comunità di minori alla quale è dedicato come iniziativa per contrastare la dispersione scolastica, il bullismo e l’esclusione sociale tra i più piccoli. Alveare, ricordiamolo, è stato avviato a settembre 2024 grazie al sostegno del Dipartimento per le Politiche di Coesione e per il Sud, con finanziamenti dell’Unione Europea attraverso il programma Next Generation EU.

Abbiamo chiesto ad Antonietta Fazio, presidente dell’associazione San Giovanni Apostolo onlus, partner con HRYO, l’Istituto Comprensivo Giuliana Saladino e il Centro Muni Gyana del progetto, di rispondere ad alcune domande. 

  • Antonietta, Alveare proporrà percorsi educativi basati su attività culturali, ambientali e di sostegno scolastico. Quali saranno?

Alveare è un progetto che propone attività e quindi percorsi educativi che sono basati su attività di sostegno scolastico per ben 21 mesi sui 24 del progetto. Sono due le modalità. La prima è quella in orario antimeridiano, a scuola, all’Istituto Giuliana Saladino, partner del progetto, che prevede la presenza per due volte a settimana di 3 educatori dell’associazione San Giovanni Apostolo che si prendono cura e accompagnano un buon numero di minori, individuati e segnalati dalla scuola. Si tratta di ragazzi che hanno difficoltà e lacune e l’obiettivo è naturalmente quello di riuscire a farli arrivare al livello del resto della classe. La seconda è la modalità del sostegno scolastico pomeridiano, che si svolge tre volte a settimana nei locali dell’associazione San Giovanni Apostolo: il rapporto tra educatori e minori è di quasi uno a uno. Le attività sono sempre programmate e sviluppate in accordo con i docenti della scuola, al fine di non causare nei bambini un disorientamento rispetto alle modalità di apprendimento. In questi mesi, cioè da settembre, abbiamo potuto toccare con mano risultati palpabili. Le altre attività del progetto Alveare sono il percorso di meditazione e di sviluppo dell’autoconsapevolezza, che si rivolgerà prioritariamente alle famiglie, soprattutto alle mamme dei bambini e delle bambine che fanno parte del progetto, per dare la possibilità di approfondire il senso di genitorialità e mettere in comunione con altri genitori le problematiche quotidiane che si affrontano e che possono beneficiare di scambi di esperienze per trovare soluzioni. Le altre attività sono il percorso educativo a Terra Franca, svolto da HRYO, con laboratori ambientali all’interno del bene confiscato alla mafia. Si tratta di attività ben rodate, perché le due associazioni hanno uno stretto rapporto in tal senso da diversi anni. I bambini, per gruppi, svolgeranno attività che permetteranno loro di conoscere piante, fiori, alberi, api. Un altro laboratorio è denominato come il progetto, Alveare: si tratta di educazione alla salvaguardia dell’ambiente, si svolgerà in orario scolastico con le classi di seconda e terza elementare individuate dai docenti.

  • L’obiettivo di Alveare è offrire a 150 bambini tra i 5 e i 10 anni  opportunità educative che li aiutino a superare le difficoltà legate a contesti di disagio e a rischio di vulnerabilità. Alveare è partito ufficialmente a settembre, con la fase di elaborazione dei dati e l’organizzazione delle attività. Qual è l’approccio più costruttivo e come vi siete preparati ad affrontare tale sfida?

L’approccio più costruttivo è ed è stato il lavoro sinergico tra i partner di progetto, soprattutto con la scuola. In fase preparatoria, duranti gli incontri di coordinamento e di preparazione, sono stati fondamentali. Ci siamo preparati con il desiderio di affrontare questa sfida al meglio e abbiamo puntato molto sulla scelta di educatori ed educatrici con grande esperienza.

  • Le situazioni di fragilità, se non prese in tempo, possono rappresentare una linea diretta verso le tossicodipendenze, le psicopatologie, il disadattamento sociale e le forme estreme di ritiro sociale. Ci puoi fare un quadro della realtà della Sesta Circoscrizione dal tuo punto di vista?

Le situazioni di fragilità sicuramente rappresentano una linea diretta verso tutte le forme di disagio sociale che noi stiamo registrando in aumento in maniera fra l’altro esponenziale nel territorio di cui di occupiamo, ad esempio. La situazione, in questo periodo storico, in particolare nei quartieri Cruillas e Cep in cui il progetto si svolge, è quella di un gran numero di minori soggetti ad altissima povertà soprattutto educativa, dettata da delle situazioni familiari dove le capacità genitoriali sono ridotti al minimo. Questo, nella stragrande maggioranza dei casi, causata dal fatto che i genitori quasi sempre giovani, vengono fuori da un periodo storico di quindici anni circa – secondo il rilevamento del nostro servizio – di quasi totale mancanza di servizi rivolti a giovani e ad adolescenti, che ha determinato in loro una carenza di formazione genitoriale. La povertà educativa è veramente alta: c’è un totale disinteresse verso la scuola, un approccio con i social media veramente deleterio e una scala dei valori che vede al primo posto l’apparire, che sostituisce il valore dell’essere. Tutte le nostre attività cercano di ridurre queste situazioni di fragilità per migliorare la situazione e per questo motivo cerchiamo di lavorare anche sulla fascia adulta. Nel tempo, comunque, la Sesta Circoscrizione si è costruita in maniera informale quella che spesso viene definita con un termine anche abusato “comunità educante”, ma qui lo è realmente: le scuole, le famiglie, le parrocchie, gli enti sportivi, gli stessi commercianti contribuiscono a progetti come quello di Alveare. Due più due non fa quattro, ma cinque, in senso positivo.

  • Il progetto promuove il rispetto per la natura e le relazioni positive. Ci puoi spiegare il senso e l’importanza di questa azione formativa?

Le situazioni di fragilità non si riducono con facilità, ma siamo certi che tra gli strumenti più efficaci ci sono il rapporto con la natura e le relazioni positive. La natura distacca dai social media e fa instaurare relazioni “vere”, senza l’intermediazione del cellulare, ad esempio, il cui uso è pervasivo.  Quando il bambino è nella natura, quando corre, salta, si incanta per un’ape o per un lombrico, dal punto di vista sensoriale assume una grande ricchezza emozionale. Ai bambini dobbiamo offrire delle occasioni il più possibile naturali e delle relazioni autentiche. Col progetto Alveare noi diciamo a questi bambini che siamo davvero lì, per loro. Nella scuola accanto all’educazione formale deve esserci l’educazione del cuore.

  • Alveare, come tanti altri progetti del Terzo Settore, beneficia della collaborazione di una vera e propria rete di partner, stavolta locali. La collaborazione come traino della società, si può dire?

La collaborazione tra gli enti partner vuole essere traino della società.  Progetti come Alveare reggono grazie non solo alla buona volontà degli enti coinvolti, ma quando, mettendo insieme le varie competenze con lealtà e spirito di collaborazione, i fatti riescono a seguire alle parole. La collaborazione, diciamolo, è garanzia di valore. 

Pausa natalizia a Terra Franca

Pausa natalizia a Terra Franca 2560 1707 TERRA FRANCA

Da oggi scatta la pausa natalizia, torneremo pienamente operativi dal 7 gennaio.

Vi auguriamo delle feste ricche di affetti e di gioia.

Buon Natale, buon 2025  🎅🏻🎄🎁

Al Vicolo è aperto, viva Al Vicolo!

Al Vicolo è aperto, viva Al Vicolo! 1536 2040 TERRA FRANCA

Perdonateci l’autocelebrazione, ma capirete la nostra felicità nel vedersi concretizzare un progetto su cui abbiamo investito per mesi energie, idee, lavoro. “Terra Franca Al Vicolo” è finalmente aperto a tutte e a tutti voi che vorrete venire a trovarci, a collaborare, a vivere questo spazio di vicolo San Basilio 10/12 a Palermo che è pure un circolo Arci, “Arci Terra Franca“. Il 10 dicembre – in occasione della Giornata mondiale dei Diritti Umani – è stato il momento in cui ci siamo dati appuntamento per l’apertura ufficiale, con quanti credono che sia possibile che tutte le persone vivano insieme in pace, che si debba coltivare l’inclusione economica, sociale e lavorativa, che le città debbano essere improntate all’effettività dei diritti umani.

I diritti umani cominciano dalla nostra città e noi della Human Rights Youth Organization questo assunto lo decliniamo con un impegno che, partendo da Terra Franca a Cruillas – dal 2019, anno in cui ci è stato affidato questo terreno confiscato è laboratorio a cielo aperto per l’educazione ai diritti umani e per i temi ambientali, ha pure ospitato diversi scambi giovanili e training internazionali, creando uno spazio di condivisione e apprendimento per giovani di tutto il mondo -, approda nel centro della città per essere funzionale alla diffusione all’interno del tessuto più antico di Palermo delle buone pratiche adottate in questi anni. “Al Vicolo” sarà un luogo vivo e attivo tutto il giorno. In parte ufficio, in parte punto scambio di prodotti eco-solidali, “Al Vicolo” è un centro culturale che si presta a ospitare ogni tipo di evento, dai corsi di formazione alle conferenze stampa, dalle mostre agli scambi internazionali.

Il 10 dicembre è stata pure l’occasione per dircele, tutte queste cose, in un panel molto partecipato. Tra i relatori, il presidente di HRYO, Marco Farina; Lidia Tilotta, giornalista e scrittrice; il presidente di Arci Palermo Fausto Melluso; Alessia Todaro, dell’associazione regionale Apicoltori siciliani, e Matilda Famiglini, presidente di Arci Terra Franca. Infine, la festa, con l’esibizione dal vivo di giovani artisti, Martina Cirri e Sleepy Train.