Terra Franca Memoria Digitale

Terra Franca 2025: giovani, ambiente e comunità per una Palermo che cambia

Terra Franca 2025: giovani, ambiente e comunità per una Palermo che cambia 730 545 TERRA FRANCA

Nel cuore pulsante del quartiere Cruillas, a Palermo, sorge Terra Franca: un esempio virtuoso di rigenerazione sociale e ambientale. Questo spazio, un tempo confiscato alla mafia e oggi restituito alla collettività, si è nel tempo trasformato in un laboratorio di inclusione, legalità e valorizzazione dei beni comuni. Grazie all’impegno della Human Rights Youth Organization APS, il terreno – assegnato nel 2019 ad HRYO in uso gratuito dal Comune di Palermo – è oggi un centro polifunzionale dedicato a finalità sociali, educative e ambientali.

Dopo aver recuperato l’area secondo i principi della permacultura, l’associazione ha avviato un percorso di progettazione e trasformazione dello spazio. L’area, precedentemente abbandonata e segnata da degrado ambientale e abusi edilizi, è stata gradualmente rigenerata con l’obiettivo di restituirla alla comunità come luogo di memoria, bellezza e creatività. Oggi ospita un piccolo agrumeto storico, un laghetto didattico, una serra della biodiversità, un pollaio, un apiario olistico e spazi per la formazione e la sperimentazione, tra cui un forno per la ceramica. Questi elementi si integrano in un progetto complessivo che mira a fondere dimensioni educative, culturali e ambientali, trasformando l’area in un vero e proprio hub di rivendicazione climatica e innovazione sociale.

A questo punto, è importante sottolineare come Terra Franca si distingua anche per la capacità di tradurre gli obiettivi dei programmi europei in pratiche concrete sul territorio. Attraverso la progettazione europea, l’associazione attiva percorsi formativi, iniziative di sensibilizzazione ambientale e processi di partecipazione comunitaria, garantendo continuità di utilizzo del bene e produzione di impatto sociale misurabile. L’integrazione tra progettazione e gestione del bene confiscato rafforza la sostenibilità a medio-lungo termine dello spazio, valorizzandolo come laboratorio permanente di educazione, inclusione e cittadinanza attiva.

Il coinvolgimento della comunità rappresenta un altro pilastro fondamentale del progetto. Tra luglio e dicembre 2025, oltre 200 persone – bambini, adolescenti, giovani, volontari ed educatori – hanno animato Terra Franca, partecipando a laboratori, percorsi educativi e scambi europei. Qui, la creatività e la responsabilità si intrecciano, dando vita a nuove competenze relazionali, ambientali e di cittadinanza attiva.

Questa attenzione alla crescita personale e collettiva si riflette anche nella convinzione che cultura e ambiente siano beni comuni. HRYO promuove i diritti umani e civili, dialogando costantemente con istituzioni, scuole e partner europei. Tra i risultati più significativi dell’ultimo semestre, spiccano i percorsi dedicati alla sostenibilità ambientale e alla cittadinanza attiva, che hanno coinvolto circa 40 adolescenti in attività outdoor e laboratori esperienziali.

Per arricchire ulteriormente l’offerta culturale e formativa del territorio, tra le iniziative più recenti spicca la collaborazione con l’APS Booq per la creazione di una biblioteca della natura mobile di quartiere: uno spazio dedicato alla lettura, alla creatività e alla crescita collettiva.

Il radicamento territoriale si accompagna a una visione ampia e inclusiva, come dimostra la partecipazione al progetto Coopera, co-finanziato con fondi regionali, che mira a restituire ai cittadini palermitani quartieri più puliti e decorosi, promuovendo il rispetto dell’ambiente e il senso civico tra le nuove generazioni.

Un ulteriore riconoscimento del valore di Terra Franca è l’accreditamento per il Servizio Civile Universale. La sede si prepara così a diventare un vero hub di rivendicazione climatica, con il lancio di un museo digitale a cielo aperto, luogo di memoria condivisa. I volontari saranno protagonisti nell’organizzazione e nella manutenzione dello spazio, contribuendo a creare un ambiente accogliente e formativo per ragazze e ragazzi.

L’apertura internazionale dello spazio si manifesta chiaramente nelle attività svolte tra luglio e dicembre 2025, quando giovani e volontari provenienti da tutta Europa hanno contribuito non solo alla manutenzione, ma anche alla rigenerazione dei terreni, grazie a tecniche di agricoltura sostenibile e gestione del compost. La manutenzione dei sistemi di raccolta dell’acqua piovana ha reso lo spazio più resiliente, mentre la cura costante del verde e delle strutture ha garantito sicurezza e accoglienza per laboratori, attività educative e visite scolastiche.

Ogni giornata a Terra Franca diventa così occasione di apprendimento pratico e scambio di competenze, rafforzando il senso di appartenenza e responsabilità verso la comunità. Un momento significativo è stato il passaggio di testimone tra volontari uscenti e nuovi partecipanti del Servizio Civile Universale, a garanzia di continuità educativa e stabilità gestionale.

La vocazione internazionale dello spazio trova ulteriore conferma negli scambi giovanili: nel novembre 2025, lo Youth Exchange “Seeds in Motion” ha coinvolto 18 giovani europei in un percorso di apprendimento non formale su sostenibilità e partecipazione giovanile. Nell’ottobre 2025, la giornata formativa dello scambio “Folklore Futures” ha accolto 24 giovani, consolidando Terra Franca come luogo di dialogo interculturale e scambio di buone pratiche.

A completamento del quadro, nel trimestre ottobre-dicembre 2025, Terra Franca ha ospitato un percorso di messa alla prova, offrendo a una persona l’opportunità di partecipare attivamente alle attività di cura e manutenzione. Questo progetto rappresenta un esempio concreto di responsabilizzazione e inclusione sociale, valorizzando esperienze personali diverse e promuovendo la giustizia riparativa.

Infine, tra le iniziative di rilievo, il progetto biennale Alveare – sostenuto dal Dipartimento per le Politiche di Coesione e per il Sud e finanziato dall’Unione Europea – ha coinvolto 150 minori in attività di educazione ambientale, culturale e sostegno scolastico, contrastando dispersione scolastica, bullismo ed esclusione sociale. L’approccio pedagogico, basato su gioco, natura e relazione, ha favorito l’inclusione e la crescita dei cittadini di domani.

Progetti come I Love Sicily e Impresa BEE, invece, hanno offerto opportunità concrete di crescita personale e comunitaria a giovani donne e ragazzi provenienti da contesti vulnerabili, attraverso percorsi di formazione, creatività e partecipazione attiva.

A coronamento di questo percorso, il progetto “Terra Franca – Memoria Digitale”, realizzato in collaborazione con Invitalia e finanziato dal PNRR – Next Generation EU, ha portato all’inaugurazione di un museo digitale a cielo aperto. Grazie a contenuti multimediali e strumenti di realtà virtuale, il museo offre un’esperienza immersiva e accessibile anche da remoto, valorizzando temi come la restituzione dei beni confiscati, la lotta alla mafia, la tutela della biodiversità e l’inclusione. Questo investimento culturale e sociale di lungo periodo rafforza il ruolo di Terra Franca come spazio vivo di educazione, memoria e impegno collettivo.

In sintesi, Terra Franca si conferma uno spazio aperto alla comunità, luogo di memoria attiva, educazione ambientale e sperimentazione sociale, dove l’impegno di HRYO genera un impatto duraturo su persone e territorio.

Terra Franca Memoria Digitale, un percorso di legalità nel nome di chi ha lottato contro la mafia

Terra Franca Memoria Digitale, un percorso di legalità nel nome di chi ha lottato contro la mafia 800 533 TERRA FRANCA

All’interno del nostro agrumeto qualche tempo fa abbiamo piantumato alcuni alberelli dedicandoli idealmente a persone che hanno speso e sacrificato la propria vita per lottare contro la mafia e perseguendo i valori della giustizia e della legalità.

Quando abbiamo pensato di realizzare un museo digitale è stato quindi naturale immaginarvi all’interno una sezione dedicata alle memorie vive di questi uomini e di queste donne. Per ovvie ragioni è stato necessario sceglierne un numero limitato: ad oggi, in Italia sono morte per mano mafiosa 1.062 persone.  Libera,  l’associazione contro le mafie fondata da don Luigi Ciotti, ha raccolto i loro nomi in un lungo elenco per preservarne la memoria. Un lavoro che, a partire dal 2018, scava fino agli ultimi anni dell’Ottocento. Noi ne abbiamo scelti 14, per le esperienze significative che rappresentano. 

Per far conoscere le loro storie abbiamo posizionato a Terra Franca 14 pannelli interattivi, ciascuno dedicato a una vittima della mafia. Basta trovare e inquadrare i 14 QR code per approfondire le loro storie e aiutarci a tramandare il loro valore di donne e uomini che hanno dedicato la vita, talvolta anche perdendola, nella lotta contro le mafie.
Ogni codice condurrà a una scheda commemorativa, che spiega la storia e il segno che ciascuno di loro ha lasciato.

Scansiona, leggi, ricorda. Attraverso la tecnologia, rendiamo la memoria un atto quotidiano, accessibile e vivo.

Le quattordici personalità che abbiamo scelto sono: Libero Grassi, Giuseppe Di Matteo, Placido Rizzotto, Mario Francese, Giuseppe Fava, Rosario Livatino, Rocco Dicillo, Rocco Chinnici, Felicia Impastato, Peppino Impastato, Pio La Torre, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Paolo Giaccone.

Nasce Terra Franca Memoria Digitale, museo a cielo aperto a Cruillas

Nasce Terra Franca Memoria Digitale, museo a cielo aperto a Cruillas 1536 2048 TERRA FRANCA

Dal 27 giugno 2025 è pienamente operativo il museo Terra Franca Memoria Digitale, realizzato dalla ong Human Rights Youth Organization nel cuore di Cruillas, a Palermo, in un terreno confiscato alla mafia divenuto un luogo attrattivo e aggregativo, Terra Franca.

All’inaugurazione – nella sede di HRYO, nel centro storico, in vicolo San Basilio 10 – è stata presentata la nuova sezione del sito www.terrafranca.it dedicata al polo museale Terra Franca Memoria Digitale: https://www.terra-franca.it/museo-digitale/

Scorrendo il sito, si incontrano le varie sezioni del museo: alla memoria, ai valori e alla lotta contro la mafia sono dedicate le biografie di , la lotta alla discriminazione di genere attraverso le voci delle donne, la cultura della biodiversità: tutto questo è parte di una mostra digitale e tattile, denominata Terra Franca-Memoria Digitale, che dal 27 giugno 2025 è a disposizione dell’offerta culturale di Palermo. In ogni sezione si trovano i QR code dedicati a 14 personalità che si sono distinte nel perseguire i valori della giustizia e legalità: donne e uomini che hanno dedicato la vita, talvolta anche perdendola, nella lotta contro le mafie.

In questo file potrete trovare alcune immagini relative alla serata dell’inaugurazione:

https://drive.google.com/file/d/1RWBtvSbyXAvJUhj3Quqbj8kkW-Bk7vgH/view?usp=drive_link

Ma in pratica come funziona il museo di HRYO? Ogni codice conduce a una scheda commemorativa, attraverso la quale si potrà conoscere la loro storia, il loro coraggio e il segno che hanno lasciato: da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, da Paolo Giaccone a Pio La Torre, da Mario Francese a Rosario Livatino.

Il motto del museo è: “Scansiona, leggi, ricorda”.

Attraverso la tecnologia, la memoria diventa quindi un atto quotidiano, accessibile e vivo.

Nella sezione sull’emancipazione femminile ci sono 10 biografie di donne che hanno lottato contro la discriminazione di genere e ogni forma di ingiustizia. Donne come Sojourner Truth, Marielle Franco, Rita Borsellino, Rosa Parks, Lina Merlin, Letizia Battaglia, che hanno sfidato regimi, mafie, razzismo, sessismo e silenzi imposti.

Sul sito è possibile pure vedere il minidocufilm “Il Sacco di Palermo”, curato dalla giornalista Antonella Folgheretti. L’audiovisivo ripercorre le tappe storiche del boom edilizio avvenuto tra gli anni Trenta e Sessanta del XX secolo, che ha stravolto la fisionomia architettonica della città di Palermo.

Il video è visibile al seguente link: https://studio.youtube.com/video/yvKKtH6rxCM/edit

Le altre tre sezioni permettono di conoscere la vita del pollaio, la biodiversità in un terreno coltivato con il metodo della permacultura come Terra Franca e, grazie a una fedele ricostruzione di un’arnia top bar, si potrà osservare da vicino l’organizzazione perfetta dell’alveare: i movimenti della regina, il lavoro instancabile delle operaie, la costruzione dei favi, la raccolta del nettare.

Memoria Digitale è un progetto finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del PNRR per il settore relativo alla transizione digitale degli organismi culturali e creativi. Uno dei focus del progetto è proprio quello sull’importanza della memoria, elemento fondamentale in un terreno confiscato alla mafia. Il progetto ha permesso di creare del materiale digitale ad hoc e accessibile a tutti, che mettesse in risalto i valori su cui si basa la nostra associazione e istituisse un percorso permanente.

A questo ambizioso obiettivo si somma il desiderio di rendere Terra Franca un luogo più inclusivo e attento alle esigenze di tutti. Infatti, la digitalizzazione dello spazio consentirà l’accesso ai contenuti culturali anche a persone con difficoltà di movimento e/o apprendimento, grazie all’utilizzo di visori VR e all’impiego di una metodologia immersiva e interattiva. Inoltre, la creazione di una sezione dedicata al progetto sul sito web di Terra Franca permetterà all’utenza di accedere ai contenuti digitali anche da remoto.

Il museo si inserirà all’interno di un circuito di organizzazioni e reti che garantiranno la sua fruizione nel tempo da parte di un pubblico non solo locale, ma anche nazionale e internazionale.

Il terreno all’interno del quale sorge il museo fa parte del Circuito dei beni confiscati. HRYO fa parte del Comitato Educativo della VI Circoscrizione, dell’Osservatorio sulla dispersione scolastica ed è in rete con le organizzazioni del territorio che non ne fanno parte.  Terra Franca è anche parte del circuito di permacultura siciliana, e ospita mensilmente gli incontri della rete.

Veduta di Palermo, dall’atlante “Descrittione del Regno di Sicilia e sue isole coadiacenti..." opera manoscritta ed illustrata nel 1677 dal “Tenente di Mastro di campo" Gabriele Merelli (particolare).

Cosa è una città? Terra Franca Memoria digitale risponde con un minidoc

Cosa è una città? Terra Franca Memoria digitale risponde con un minidoc 2048 1374 TERRA FRANCA

Nelle prime pagine di Die Stadt (edito nel 1921), Max Weber, uno dei massimi studiosi della città moderna, scrive: “Si può tentare di definire una ‘città’ in modi molto diversi. È comune a tutte le definizioni soltanto il fatto che essa in ogni caso (almeno relativamente) sia un insediamento circoscritto, un ‘centro abitato’, e non una o più abitazioni isolate. […] Essa è un grande centro abitato”. Per definire la città, Weber parte dalla topografia, dalla concentrazione e circoscrizione dell’insediamento, pur riconoscendo i limiti del guardare esclusivamente questi aspetti.

Negli anni Trenta del secolo scorso c’è chi, invece, va oltre al significato immediato, fisico.

L’urbanista e sociologo Lewis Mumford sottolineò che occorreva cogliere le caratteristiche e le dinamiche sociali, economiche, politiche e culturali senza le quali le città non esisterebbero. Per Munford il vero significato dell’urbano risiede nel suo essere “un intreccio geografico, un’organizzazione economica, un processo istituzionale, il teatro dell’azione sociale e il simbolo estetico dell’unità collettiva”.

Successivamente, le concezioni di città di Sombart e di Weber, pur con delle differenze, sottolineano un aspetto importante, che segnerà fortemente l’evoluzione successiva degli studi urbani. Questo aspetto è rappresentato dalla relazione fra la città e il territorio circostante.

In Italia, l’urbanista Livio Toschi, nel primo manuale di geografia urbana pubblicato in Italia nel 1966, sosteneva la possibilità di individuare la distinzione fra urbano e rurale attraverso l’elaborazione di un indice di urbanità dato dalla combinazione di dieci variabili (dalla percentuale di popolazione attiva al numero di abitanti dotati di titolo di studio al numero di abitazioni fornite di servizi). Una tecnica di classificazione che permette meglio, ad esempio, l’individuazione delle aree metropolitane.

Saranno due anglosassoni, Ash Amin e Nigel Thrift, due geografi, a ripensare radicalmente la definizione di città. Secondo questi autori, ciò che l’urbanista Louis Wirth riconosce e sottolinea come distintivo dello stile di vita urbano – un tipo particolare di relazioni sociali, basato sui rapporti face-to-face (o di compresenza) – non tiene conto di altri tipi di relazioni sociali, che caratterizzano, con sempre maggiore frequenza, la vita nella città: oggi, le relazioni a distanza e i legami virtuali influenzano sempre più la formazione di relazioni sociali che prescindono largamente dalla prossimità. Del resto, il ruolo esercitato dai mezzi di comunicazione nel “dare forma” alle relazioni socio-spaziali è un elemento da tempo riconosciuto negli studi urbani, così come la presenza di efficienti trasporti urbani.

Cosa è, dunque, una città?

Palermo, Quattro Canti nel 1960

Citando il filosofo Merleau-Ponty: “lo spazio non è l’ambito (reale o logico) in cui le cose si dispongono, ma il mezzo in virtù del quale diviene possibile la posizione delle cose”.

Lo spazio pubblico è una costruzione sociale fragile, mutevole e interessante che prevede una dimensione collettiva sempre più in crescita che contrasta con il mondo contemporaneo che è sempre più diviso ed eterogeneo. Ad attaccare oggi lo spazio pubblico ci sono la privatizzazione e la cultura del consumo; la segregazione della città insicura; il “narcisismo pubblico”, ossia l’invasione della sfera privata in quella pubblica; la contesa tra il volere cittadino di partecipare ad esso e gli interessi tra i singoli.

Nella teoria di Lefebvre (datata 1970) la città è l’opportunità di rigenerazione dello spazio sociale attraverso la partecipazione attiva degli abitanti che vivono i luoghi urbani. Quindi, la città è la possibilità di riappropriarsi dello spazio e del tempo in base alle esigenze e ai bisogni di chi la vive.


Palermo, La Cala

Oggi cosa possiamo constatare? Intanto un diffuso allarme sociale sul degrado dell’ambiente urbano, che rende più allarmante la percezione dell’insicurezza degli spazi pubblici: questo crea un corto circuito generando un progressivo allontanamento degli individui dalla vita pubblica, una sfiducia nei confronti delle istituzioni e della loro azione e un generale impoverimento dello spazio collettivo.

Human Rights Youth Organization crede che una città sia innanzitutto un luogo, concetto di luogo, con una sua specifica collocazione geografica, con una sua materialità. Ma una città è pure, se non soprattutto, l’investimento affettivo che i soggetti e i gruppi hanno su di essa, ossia la sua corrispondenza a simboli e valori. La percezione di un senso del luogo da parte di chi lo abita deve essere alimentata dalla memoria, che ci permette di proiettarci nel futuro.

Ecco perché abbiamo investito nella ricerca della storia urbanistica di Palermo negli ultimi 150 anni, per realizzare un mini-documentario che possa diventare un supporto didattico e conoscitivo per le generazioni più giovani e un promemoria per le generazioni che decidono l’oggi della nostra città. La città è il riflesso della società che la vive, che si produce e riproduce. La città è il filo cronologico della società perché presenta i resti del passato; è l’opportunità di rigenerare lo spazio attraverso la partecipazione attiva degli abitanti che la vivono e che quindi hanno l’opportunità di riappropriarsi dello spazio in base alle proprie esigenze. Ma questo è possibile solo se si conoscono bene le ambiguità, le scelte, le opportunità mancate, le vocazioni tradite. Nasce, quindi, il minidoc “Il sacco di Palermo”, che inseriremo all’interno del polo museale Terra Franca Memoria Digitale, un progetto finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del PNRR per il settore relativo alla transizione digitale degli organismi culturali e creativi.

Il museo, lo ricordiamo, si inserirà all’interno di un circuito di organizzazioni e reti che garantiranno la sua fruizione nel tempo da parte di un pubblico non solo locale, ma anche nazionale e internazionale.


 

Nel museo virtuale Terra Franca Memoria Digitale ci sarà anche il nostro pollaio!

Nel museo virtuale Terra Franca Memoria Digitale ci sarà anche il nostro pollaio! 1536 2048 TERRA FRANCA

Una struttura importante, anche se complementare, per la vita contadina è il pollaio. In passato era più facile imbattersi pure in città, in certi vicoli. Oggi, invece, la maggior parte dei bambini cresce senza conoscere la vita rurale, e men che meno il pollaio.

I grandi allevamenti industriali di polli per ricavare carne e uova e, in genere, di animali di “basso cortile”, ci hanno fatto quasi dimenticare il pollaio. Oggi, a differenza di un tempo, i contadini allevano il pollame ruspante ad uso e consumo esclusivo della famiglia.

Per noi della HRYO il pollaio è una parte importante di Terra Franca. L’esistenza del pollaio è facilmente intuibile, quando, girando per la nostra campagna, si vedono pennuti ruspanti. A maggior ragione quando sentiamo l’odore inconfondibile delle galline.

A Terra Franca il pollaio è arioso, rispettoso dei pennuti che ospita.

Per creare un’esperienza immersiva nella vita rurale, abbiamo quindi deciso di mettere il pollaio in realtà virtuale all’interno di quello che sarà il museo Terra Franca Memoria Digitale. 

Lo scopo è quello di far scoprire il mondo quotidiano del pollaio attraverso un’esperienza in realtà virtuale che permetta di osservare da vicino il comportamento e le abitudini delle galline in un ambiente naturale e rispettoso.

Ci si potrà così muoversi liberamente all’interno di un pollaio virtuale, interagendo con l’ambiente e imparare:

🐔 Come vivono le galline in libertà
🥚 Come si sviluppa la deposizione delle uova
🌿 Quali sono i ritmi e le relazioni che regolano la vita del gruppo

Un’esperienza realistica e formativa, pensata per avvicinare adulti e bambini al mondo dell’allevamento etico, alla sostenibilità alimentare e alla comprensione del rapporto tra esseri umani e animali da cortile.

Un viaggio educativo tra tecnologia e natura, per riscoprire il valore della vita semplice e autentica, che troverete presto a disposizione e al quale stiamo lavorando proprio in questi giorni.